La nostra Costituzione a tutela del risparmio

Agosto 30, 2007

Dalla Costituzione Italiana, Articolo 47:

“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.

Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”.

Un breve commento: l’atto del risparmio, cioè del non consumo, viene affermato come un valore per la collettività, dato che fornisce i mezzi per l’investimento produttivo. A tutela di di questo risparmio vi sono la legge bancaria, che garantisce chi deposita i propri risparmi in una Banca, e forme di controllo sulla Borsa (purtroppo non sempre efficaci). Il secondo comma prefigura una società in cui la proprietà è diffusa, sia per quanto riguarda i beni indispensabili alla vita (la casa) e al lavoro (terra e mezzi di produzione), sia di attività finanziarie (azioni).

Il ruolo sociale ed economico del piccolo azionista è quindi pienamente riconosciuto dalla nostra Costituzione, che ancora una volta dimostra nei fatti la lungimiranza dei suoi promotori nell’attualità dei principi che va ad enunciare a più di sessant’anni di distanza.

Parole su cui riflettere profondamente di questi tempi, fatevi avanti con i vostri commenti.


Di Pietro su Parmalat e Geronzi

Agosto 1, 2007

Sul suo blog il ministro delle Infrastrutture e leader dell’Italia dei Valori mette a confronto il rilievo politico e mediatico dato da un lato alla vicenda delle intercettazioni dei parlamentari, e dall’altro al rinvio a giudizio di Geronzi per il crack della Parmalat, “ignorato dai media nazionali e dai partiti, ma invece ripreso dalle testate finanziarie internazionali”.

Alla luce della “posizione di grande potere e responsabilita’” di Geronzi, in “un ruolo dal quale dipendono gli equilibri della finanza italiana”, Di Pietro chiede alla politica di non fare finta di nulla e ai media di non minimizzare. “Ce la prendiamo con dei politici la cui eventuale colpevolezza e’ ancora tutta da dimostrare, per i quali e’ comunque corretto autorizzare l’uso delle intercettazioni, e ignoriamo un fatto ben piu’ grave -spiega Di Pietro- Cesare Geronzi deve fare un passo indietro in attesa delle sentenze definitive, sia per la reputazione internazionale della finanza italiana, sia per rispetto dell’opinione pubblica”