Dalla Costituzione Italiana, Articolo 47:
“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”.
Un breve commento: l’atto del risparmio, cioè del non consumo, viene affermato come un valore per la collettività, dato che fornisce i mezzi per l’investimento produttivo. A tutela di di questo risparmio vi sono la legge bancaria, che garantisce chi deposita i propri risparmi in una Banca, e forme di controllo sulla Borsa (purtroppo non sempre efficaci). Il secondo comma prefigura una società in cui la proprietà è diffusa, sia per quanto riguarda i beni indispensabili alla vita (la casa) e al lavoro (terra e mezzi di produzione), sia di attività finanziarie (azioni).
Il ruolo sociale ed economico del piccolo azionista è quindi pienamente riconosciuto dalla nostra Costituzione, che ancora una volta dimostra nei fatti la lungimiranza dei suoi promotori nell’attualità dei principi che va ad enunciare a più di sessant’anni di distanza.
Parole su cui riflettere profondamente di questi tempi, fatevi avanti con i vostri commenti.
Pubblicato da cripap
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