Di Pietro su Parmalat e Geronzi

Agosto 1, 2007

Sul suo blog il ministro delle Infrastrutture e leader dell’Italia dei Valori mette a confronto il rilievo politico e mediatico dato da un lato alla vicenda delle intercettazioni dei parlamentari, e dall’altro al rinvio a giudizio di Geronzi per il crack della Parmalat, “ignorato dai media nazionali e dai partiti, ma invece ripreso dalle testate finanziarie internazionali”.

Alla luce della “posizione di grande potere e responsabilita’” di Geronzi, in “un ruolo dal quale dipendono gli equilibri della finanza italiana”, Di Pietro chiede alla politica di non fare finta di nulla e ai media di non minimizzare. “Ce la prendiamo con dei politici la cui eventuale colpevolezza e’ ancora tutta da dimostrare, per i quali e’ comunque corretto autorizzare l’uso delle intercettazioni, e ignoriamo un fatto ben piu’ grave -spiega Di Pietro- Cesare Geronzi deve fare un passo indietro in attesa delle sentenze definitive, sia per la reputazione internazionale della finanza italiana, sia per rispetto dell’opinione pubblica”


Lettera del CRIPAP a Kaplan

Luglio 18, 2007

Il CRIPAP ha recentemente intrapreso un’importante azione finalizzata al riconoscimento del Comitato e dei suoi iscritti, inviando una lettera ai referenti istituzionali principali della class action statunitense.

La comunicazione, inviata in lingua inglese il 12 Luglio scorso al giudice Kaplan ed ai legali rappresentanti gli azionisti ed obbligazionisti Parmalat Finanziaria, tra gli altri mette in evidenza i seguenti punti:

- il CRIPAP rappresenta l’unico organismo non-profit legalmente costituito in Italia esclusivamente per l’informazione ed il coordinamento della difesa collettiva dei risparmiatori Parmalat e riserva particolare attenzione sull’andamento delle procedure iniziate negli USA. L’attuale plaintiff italiano non garantisce un’adeguata rappresentatività degli azionisti truffati ed involontariamente coinvolti nel tracollo di Parmalat del Dicembre 2003

- il periodo di class action dovrebbe essere esteso almeno fino alla chiusura delle negoziazioni ufficiali di PARFIN alla Borsa Italiana, avvenuta il 23/12/2003; attualmente tale periodo è limitato al 19/12/2003 e non tutela coloro che si sono ritrovati nel portafoglio titoli le azioni negoziate nell’asta finale, seppur con ordini effettuati prima della comunicazione del default.

Il Comitato, in sintesi, richiede di instaurare un rapporto di reciproca collaborazione allo scopo informare tempestivamente i risparmiatori e di partecipare ad una equa definizione del contenzioso in atto.


GLI AZIONISTI TRUFFATI PARMALAT RECLAMANO I RISARCIMENTI DI BONDI

Gennaio 18, 2007

Roma

18 gennaio 2007

Il Cripap (Comitato Risparmiatori Piccoli Azionisti Parmalat) oggi ha inviato una lettera al commissario straordinario di Parmalat Finanziaria dott. Enrico Bondi per conoscere, tra l’altro, l’esatto ammontare dei risarcimenti in quota alla società ottenuti attraverso le transazioni concluse nei mesi scorsi con banche e società di revisione.

La lettera è stata inviata per conoscenza anche alla Consob, alla Banca d’Italia e al GUP del Tribunale di Parma dott. Domenico Truppa.

I piccoli azionisti di Parmalat Finanziaria hanno visto azzerare il valore del loro investimento in conseguenza del crack del dicembre 2003. Da allora attendono il risarcimento del danno subìto.

Il GUP del Tribunale di Parma dott. Domenico Truppa nell’udienza del 26 ottobre 2006 del processo penale per il crack Parmalat ha attribuito alla Parmalat Finanziaria in amministrazione straordinaria il diritto ai risarcimenti, escludendo dall’elenco delle parti civili Parmalat Spa, ovvero la nuova società. Nelle comunicazioni ufficiali rilasciate dalla società Parmalat Spa, quotata in borsa dall’ottobre 2005, invece si continua ad equivocare tra REVOCATORIE (che sono di effettiva pertinenza di Parmalat Spa in base a quanto stabilito dalla legge concordataria del dicembre 2003) e RISARCIMENTI, che invece come stabilito tra l’altro dal GUP Truppa dovranno essere utilizzati per risarcire il danno subìto dagli azionisti della vecchia società.Nella lettera il Cripap chiede al dott. Enrico Bondi come intenda procedere al ristoro degli azionisti della Parmalat Finanziaria, società di cui Bondi stesso è amministratore straordinario. Sanare la posizione degli azionisti della vecchia società è specifico interesse degli azionisti della Nuova Parmalat, in quanto la società attualmente quotata è stata indicata dal giudice americano Lewis Kaplan nel luglio 2006 corresponsabile (“defendant”) – al pari di banche e società di revisione – nei confronti dei risparmiatori azionisti e obbligazionisti nell’ambito della class action aperta negli Usa per un controvalore complessivo di dieci miliardi di dollari.


Il CRIPAP potrebbe fare causa per danni a Parmalat Spa

Agosto 9, 2006

26/07/2006 – Il Cripap (Comitato Risparmiatori Piccoli Azionisti Parmalat) ha “dato incarico ai propri legali di valutare l’opportunità di fare causa contro la società Parmalat Spa per i danni economici e morali accusati dagli azionisti di Parmalat Finanziaria”.

Lo si legge in una nota del Cripap, che sta valutando di seguire la strada già imboccata dal fondo pensione britannico Hermes, che “nell’ambito della class action promossa negli Usa – spiega il comunicato – ha chiesto al giudice Kaplan della corte di New York l’incriminazione di Parmalat spa al pari di banche e società di revisione ritenute responsabili del default dell’azienda”.

Il mese scorso il Cripap ha chiesto ufficialmente alla Consob di fare luce sulle conseguenze che la richiesta di incriminazione negli Usa, se accolta, porterebbe nei confronti di Parmalat Spa. “L’azienda – si legge nella nota – più volte sollecitata dalla nostra associazione, non ha fornito risposte denotando totale mancanza di trasparenza e di attenzione nei confronti dei piccoli soci. Lo stesso comportamento che ha distinto nel tempo la ‘vecchia’ Parmalat, con il risultato che poi abbiamo visto”.


MPS cede la propria partecipazione in Parmalat

Luglio 13, 2006

ROMA, 10 luglio (Reuters) – Il Monte dei Paschi di Siena (BMPS.MI) ha ceduto oggi sul mercato dei blocchi la quota detenuta in Parmalat (PLT.MI) pari a n. 9.102.249 azioni.

Lo rende noto un comunicato MPS spiegando che la cessione si inserisce nel quadro del processo di razionalizzazione delle partecipazioni di minoranza.

La partecipazione era pervenuta al Gruppo MPS a seguito dell’approvazione della proposta di concordato presentata nell’ambito della procedura di amministrazione straordinaria del gruppo Parmalat.


Parmalat: il processo di Parma riprende il 24 Luglio

Luglio 13, 2006

Il processo Parmalat in programma oggi a Parma e’ slittato a causa dello sciopero degli avvocati penalisti: l’udienza preliminare, celebrata davanti al gup Domenico Truppa, e’ stata rinviata a lunedi’ 24 luglio. Il processo, che vede tra gli imputati l’ex patron della multinazionale Calisto Tanzi e altre 63 persone tra cui manager, revisori e sindaci, potrebbe svolgersi anche il martedi’ 25 e il mercoledi’ 26. All’esame del giudice, l’eccezioni preliminari riguardanti la costituzione di parte civile avvenuta nelle prime due udienze del processo parmigiano per il crack della Parmalat. Nella seconda giornata d’udienze, peraltro, si era presentato a sorpresa anche Calisto Tanzi che, in quella occasione, aveva duramente attaccato le banche che a suo dire hanno avuto una parte importante di responsabilita’ nel crollo della multianzionale di Collecchio.


Parmalat rifinanzia il proprio debito in Canada

Luglio 13, 2006

(Teleborsa) – Roma, 11 lug – Parmalat, comunica con una nota, che in data odierna la controllata canadese Parmalat Dairy & Bakery Inc. (PDBI) ha perfezionato, con successo, il rifinanziamento del proprio debito mediante la stipula di un prestito sindacato quinquennale, per un importo di 450 milioni di dollari canadesi (pari a circa Euro 318 milioni) oltre ad una linea “revolving” per un importo di 100 milioni di dollari canadesi (circa 71 milioni di Euro).
“Lead Arrangers” dell’operazione sono le banche Bank of Nova Scotia e BNP Paribas. Quest’ultima è anche “Syndication Agent”. Il rifinanziamento non include le “participation notes” di circa 43 milioni di Euro.
Il debito della Consociata Canadese, si legge nella nota, rappresenta oltre il 47% del totale del debito lordo consolidato del Gruppo.
L’operazione di rifinanziamento, conclude il comunicato, è stata realizzata a condizioni di mercato, senza rilascio alcuno di garanzie da parte della Parmalat, ma con garanzie reali esclusivamente da parte della controllata PDBI. Il piano di ammortamento è quinquennale con un residuo a scadenza del 75% del capitale con possibilità di rimborso anticipato senza penali.


Parmalat: il Comitato Risparmiatori Piccoli Azionisti presenta esposto alla Consob

Giugno 17, 2006

FINANZA FAMIGLIA, 14.06.2006 09:36

Il Comitato Risparmiatori Piccoli Azionisti Parmalat (CRIPAP) oggi ha inviato un’esposto alla Consob per segnalare che la società Parmalat Spa sta correndo il rischio di essere investita da una valanga di cause civili da parte degli azionisti di minoranza Parmalat Finanziaria in base alla legge 231/2001 che sancisce la responsabilità in solido di una Società rispetto alle azioni criminose commesse da dipendenti e amministratori.

“Abbiamo chiesto ufficialmente alla Consob di acquisire informazioni presso l’azienda sul rischio di azioni legali che potrebbero pregiudicarne la situazione finanziaria” dichiara Marcello Orefice, vice presidente del Cripap. “Nel prospetto informativo di quotazione la stessa Parmalat Spa, alle pagine 24-25, ha dichiarato che “qualora venga accertata la responsabilità penale ed amministrativa degli organi collegiali del vecchio Gruppo Parmalat, è possibile che le società per le quali essi hanno operato possano essere soggette a responsabilità amministrativa in applicazione del d. lgs. 8 giugno 2001, n. 231 e, pertanto, che possano essere loro irrogate sanzioni pecuniarie ovvero interdittive.”
Quando i processi penali andranno a sentenza” continua Orefice “la Parmalat corre il rischio di subìre migliaia di richieste danno da parte dei vecchi azionisti. Vorremmo che l’attuale CDA fornisse chiarimenti in merito”.

“La nostra proposta è che l’attuale CDA valuti la possibilità di acquisire le quote degli azionisti di minoranza di Parmalat Finanziaria. Questo eviterebbe alla nuova Parmalat spa di essere travolta da migliaia di richieste danno, inoltre permetterebbe all’azienda di presentarsi come unico referente nei procedenti penali e civili contro le Banche e le Società di revisione che secondo le indagini della magistratura sembrano responsabili del crack.”

Il Cripap è un comitato composto esclusivamente da risparmiatori vecchi e nuovi azionisti di Parmalat che si è costituito lo scorso febbraio 2006 a Roma.


Parmalat: esposto dei piccoli risparmiatori e azionisti a Consob

Giugno 17, 2006

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 16 giu – Nel prospetto informativo di quotazione la stessa Parmalat spa, si legge in una nota, ha dichiarato che “qualora venga accertata la responsabilita’
penale ed amministrativa degli organi collegiali del vecchio Gruppo Parmalat, e’ possibile che le societa’ per le quali essi hanno operato possano essere soggette a responsabilita’ amministrativa in applicazione del dlgs 8 giugno 2001, n. 231 e, pertanto, che possano essere loro irrogate sanzioni pecuniarie ovvero interdittive”.
Quando i processi penali andranno a sentenza, secondo il comitato, Parmalat corre il rischio di subire migliaia di richieste danno da parte dei vecchi azionisti. La proposta e’ che l’attuale cda valuti la possibilita’ di acquisire le quote degli azionisti di minoranza di Parmalat Finanziaria. Questo eviterebbe alla nuova Parmalat spa di essere travolta da migliaia di richieste danno, inoltre permetterebbe all’azienda di presentarsi come unico referente nei procedenti penali e civili contro le banche e le societa’ di revisione che secondo le indagini della magistratura sembrano responsabili del crack. Il Cripap e’ un comitato composto esclusivamente da risparmiatori vecchi e nuovi azionisti di Parmalat che si e’ costituito lo scorso febbraio 2006 a Roma.